Cosè AVIS

LE ORIGINI DELL’ASSOCIAZIONE

Dopo il travagliato periodo del fascismo, nel 1950 l’AVIS è riconosciuta dallo Stato con la Legge n.49, mentre con la legge n. 592 del 1967 è regolamentata la raccolta, la conservazione e la distribuzione del sangue umano sul territorio nazionale. Dagli anni ’70 la diffusione dell’Associazione si fa sempre più capillare, grazie alla nascita delle sedi regionali, provinciali e comunali, legate da un unico statuto alla sede nazionale.

Nel corso degli anni lo statuto è rimasto pressoché immutato e fedele ai principi indicati da Formentano. L’Associazione, come precisano gli articoli 1, 2, 3, è apartitica, aconfessionale, senza discriminazioni di sesso, di razza, lingua, nazionalità, religione ed è costituita da persone che donano il loro sangue volontariamente, periodicamente, gratuitamente, anonimamente e responsabilmente. Con il passare degli anni è maturata una nuova cultura della donazione che ha sostituito agli ideali d’eroismo, sacrificio e generosità caritatevole, lo spirito di consapevolezza dei bisogni, di responsabilità, di coscienza civica e di partecipazione.

Oggi l’AVIS è il garante del sangue in Italia, poiché rappresenta chi, ispirato a principi solidaristici, mette a disposizione la materia prima indispensabile per il funzionamento e l’autosufficienza del sistema trasfusionale nazionale. Inoltre, riafferma la centralità e il ruolo attivo del donatore nel “sistema sangue” e si fa promotrice di una nuova cultura della donazione e del volontariato e di una moderna ed efficiente gestione della politica trasfusionale.

IL PROFILO DELL’ASSOCIAZIONE

Avis (Associazione Volontari Italiani Sangue) è un’associazione privata, senza scopo di lucro, che persegue un fine d’interesse pubblico: garantire una adeguata disponibilità di sangue e dei suoi emocomponenti a tutti i pazienti che ne hanno necessità, attraverso la promozione del dono, la chiamata dei donatori e la raccolta di sangue. Fonda la sua attività sui principi della democrazia, della libera partecipazione sociale e sul volontariato, quale elemento centrale e insostituibile di solidarietà umana. Vi aderiscono tutti coloro che hanno intenzione di donare volontariamente e anonimamente il proprio sangue, ma anche chi, non potendo fare donazioni per inidoneità, desideri collaborare gratuitamente a tutte le attività di promozione, proselitismo e organizzazione.

Oggi è la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana che, con 1.229.000 donatori per 2.069.650 donazioni, raccoglie circa l’80% del fabbisogno nazionale di sangue. Lo Stato italiano le riconosce la natura privata e ne sostiene l’attività attraverso rimborsi, stabiliti da un decreto ministeriale ed erogati secondo apposita convenzione delle Aziende Sanitarie per la promozione, la chiamata e l’invio dei donatori alle strutture trasfusionali sia pubbliche che dell’Associazione e per la raccolta diretta delle unità di sangue. Nessun’altra cifra è corrisposta alle associazioni per il servizio di raccolta del sangue.

L’AVIS è presente su tutto il territorio nazionale con una struttura articolata e suddivisa in: 3300 Avis comunali, 122 Avis provinciali, 21 Avis regionali (in Trentino Alto Adige sono presenti due sedi) e una Avis nazionale. Il Consiglio Nazionale, organo principale eletto ogni quattro anni dalla Assemblea dei Delegati, è formato da 45 membri che rappresentano tutte le regioni e le provincie autonome d’Italia. Anche in Svizzera è presente una sede Avis fondata da emigranti italiani negli anni ’60. Tutte le attività sono regolate da uno Statuto e da un regolamento associativo che sono stati aggiornati e approvati ad ogni livello dalle assemblee dei soci svoltesi nel 2005.

Nello svolgere le proprie funzioni, l’Associazione si attiene alla legge quadro 219/05 e ai relativi decreti attuativi, che disciplina le attività relative al sangue e ai suoi emocomponenti e alla produzione di plasmaderivati.

Aderisce al regime ONLUS. Dlgs 460/97 e partecipa, in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, alla raccolta del sangue anche con proprie strutture e personale.

Oltre le indicazioni e previsioni del Piano nazionale sangue e plasma, la Legge 219/05 “Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione di emoderivati”, garantisce per l’intero “sistema sangue” un forte e flessibile coordinamento sul territorio delle attività trasfusionali, sia a livello territoriale, regionale e nazionale. Garantisce la maggiore sicurezza possibile delle trasfusioni attraverso precise disposizioni organizzative e sanitarie, favorendo ed incentivando la raccolta delle donazioni da parte di donatori volontari, periodici, consapevoli e responsabili – caratteristiche tipiche del donatore associato – che costituiscono il primo, e forse il più importante passaggio relativo alla sicurezza trasfusionale. Il sangue è vita. Donarlo vuol dire salvare vite umane, promuovere la vita e rendere più robusto il nostro Servizio sanitario nazionale, pubblico, universalistico e solidale. Il Servizio Sanitario Nazionale, impalcatura fondamentale del Paese, senza sangue non potrebbe vivere. Risuonano molto attuali il messaggio dell’allora Ministro della Salute Livia Turco in occasione della giornata mondiale del donatore del sangue del 2007: “Donare il sangue è un atto di fiducia verso se stessi. Dare qualcosa di proprio agli altri è un atto civico fondamentale e un grande nutrimento della vita democratica del nostro Paese. La democrazia si alimenta anche con gesti e valori, non solo con regole e norme. Le associazioni di volontariato svolgono quindi un ruolo importante nella nostra società concorrendo alla promozione e allo sviluppo della donazione e alla tutela del donatore. Da tempo, doverosamente, anche la legislazione tende a sottolineare, nel nostro Paese, la funzione civica e sociale ed i valori umani e solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria e gratuita del sangue intero e dei suoi componenti. Il sistema trasfusionale è un sistema complesso ed articolato, in cui le diverse componenti sono chiamate ad assolvere i rispettivi compiti interagendo con tutte le altre, al fine di corrispondere efficacemente alla domanda di un’adeguata disponibilità di sangue e della sua sempre maggiore sicurezza. È un sistema essenziale e strategico ai fini del funzionamento di ogni sistema sanitario, poiché eroga prestazioni a supporto delle aree di medicina, di chirurgia, di urgenza, di emergenza e di alta specialità. Mai come negli ultimi anni si è registrato da parte delle componenti del sistema Istituzioni, associazioni, Società scientifiche, una affinità di intenti, una convergenza verso obiettivi comuni e condivisi, che testimoniano la crescita del settore, che si trova a rispondere anche alle nuove esigenze che nascono dalla integrazione europea. Il dono del sangue volontario, anonimo e non remunerato, è un caposaldo essenziale che permette di conseguire i più elevati livelli di sicurezza trasfusionale e che concorre al raggiungimento dell’autosufficienza sul piano nazionale”.

Tra le peculiarità dell’associazione spicca senz’altro la diffusione della presenza AVIS sul territorio; una capillarità capace di generare quel capitale sociale che è diventato sempre più rilevante negli ultimi anni.